Cava Grande

Gli estesi tavolati carsici dei Monti Iblei caratterizzano il paesaggio dell’estremità sudorientale della Sicilia, a cavallo delle province di Ragusa e Siracusa. E’ soprattutto in quest’ultima che l’altopiano assume aspetti spettacolari per la presenza di profonde fratture, chiamate “cave”, che ne solcano i bordi. Si tratta di canyon prodotti dall’erosione dei corsi d’acqua che concora scorrono sul loro fondo, dall’aspetto a volte superbo come accade nel caso della Cava Grande del Cassibile, una delle più maestose e suggestive, oggi tutelata come riserva naturale.

Lunga 10 chilometri e profonda circa 250 metri, fu in epoca paleolitica sede di insediamenti abitati. Nelle pareti sono state scavate ottomila tombe rupestri del tipo a grotticella, risalenti al X e IX secolo a.C..

Sulle rive del fiume, per alcune decine di metri, si trovano boschi ripariali, con salici pedicellati, pioppi bianchi e neri, tamerici comuni e frassini meridionali e magnifici di platani orientali, alcuni con tronchi dal diametro di circa un metro e mezzo.

Sulle sponde, gli oleandri dalle fioriture vivaci spiccano col fogliame verde sul biancore della roccia calcarea. Nel sottobosco ripariale si trovano l’equiseto massimo, la falsa ortica, la melissa e la consolida.
Nei tratti più scoscesi della Cava resistono gli ultimi lembi di lecceta originale, resti di macchia dove ancora si insediano i sempreverdi lentischi ed i terebinti, gli sferici cuscinetti di euforbia arborea, la palma nana, l’olivastro, l’ilatro e la ginestrella.